2011 – Atomo: indivisibile? Domande e certezze nella Scienza

 

Rutherford nel suo laboratorio In sintonia con il titolo del Meeting di Rimini di quest’anno, la mostra intende mettere a fuoco l’esperienza del diventare certi nel lavoro scientifico. Che cosa significa raggiungere una “certezza” in ambito scientifico? Esistono, nel percorso della ricerca, risultati che diventano punti di non ritorno? La certezza è contenuta nella combinazione di osservazioni e misure, oppure c’è un “salto” tra l’insieme dei dati e il diventare certi di qualche cosa? Di che cosa si diventa certi: del dato osservato o di una più ampia realtà che il dato indica? Quanto conta, nel cammino verso la certezza, il metodo con cui si interroga la realtà?

E’ proprio l’esperienza a mostrarci che, in effetti, l’uomo è capace di raggiungere “punti di certezza” nella ricerca. Arrivare a delineare in modo stabile e definitivo certi tratti della struttura del mondo fisico non è l’esito di un automatismo, ma comporta la continua messa in gioco del soggetto umano nella tensione verso un punto d’arrivo che non si riduce alla sommatoria dei passi intermedi. Normalmente, infatti, non sono i dati sperimentali a costituire il “risultato” scientifico, ma essi sono una trama di indizi, di “segni”, che aprono alla conoscenza di nuovi aspetti del reale. Così, nel tempo, l’accumularsi di nuove osservazioni, esperimenti, sviluppi teorici, e il continuo confronto critico tra gli scienziati, vanno a costruire una rete sempre più ricca, articolata e interconnessa di fattori convergenti che conducono a evidenze talmente solide e stabili che, a un certo punto, diventa irragionevole dubitarne.

La mostra documenterà questa dinamica, non in astratto, ma raccontando una storia. Una di quelle storie che hanno cambiato il cammino della scienza, esattamente cento anni fa. Oggi nessuno può ragionevolmente dubitare dell’esistenza degli atomi e della loro struttura nucleare. La mostra ripercorrerà le tappe principali che hanno portato a questo “punto di non ritorno”, rivisitando le domande che – dalle intuizioni degli antichi ai primi modelli ingenui dell’atomo – hanno condotto all’inizio del secolo scorso agli esperimenti decisivi di Ernest Rutherford e alla formulazione (1911) del suo modello atomico “planetario”.

La certezza che la materia è strutturata in atomi e che questi hanno un nucleo, non significa affatto che abbiamo capito tutto dell’atomo e del nucleo. Anzi, proprio questa certezza diventa immediatamente il terreno di nuove domande e di nuove scoperte. Dai tempi di Rutherford a oggi, quel particolare aspetto della realtà naturale che chiamiamo atomo ha assunto sempre più il carattere di un oggetto reale, da investigare per capirne meglio la natura. Nel frattempo ha cambiato ripetutamente volto, passando da indivisibile a divisibile, da oggetto pieno a campo di forze. Con analoga logica sperimentale e con tecnologie via via più sofisticate, la natura della materia è stata esplorata sempre più in profondità, arrivando a svelare la struttura interna dei nuclei atomici stessi. Ciò ha messo nelle mani di noi uomini del XXI secolo gravi responsabilità, così come la straordinaria prospettiva di avere a disposizione, un domani, la stessa forma di energia che tiene accesi il Sole e le stelle.

Il visitatore è invitato a immergersi nell’ambiente di un laboratorio di punta di inizio ’900, come quello di Rutherford a Manchester, a rivivere il dibattito che ha accompagnato l’indagine sulla materia, fino alla visita virtuale di alcuni dei più avanzati laboratori scientifici oggi in attività. Al tempo stesso viene provocato a interrogarsi su quali siano gli elementi della certezza scientifica e a prendere coscienza che la certezza non è possesso definitivo della realtà investigata, ma apertura e obbedienza a tutto ciò che questa realtà ha ancora da svelarci.

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