2010 – Da uno a Infinito. Al cuore della matematica

 

Logo dalla cupola Chiesa di S.Lorenzo del Guarini  Con questo percorso espositivo si vuol creare l’occasione di un incontro con la matematica, anche per chi da tempo l’ha lasciata da parte come “qualcosa che non fa per me”. Questo incontro inizia con lo stupore di fronte a problemi semplici ma insoliti che evidenziano come un’idea risolutiva e chiarificatrice inevitabilmente ci colpisce come qualcosa di attraente. Questo è lo spunto per iniziare a seguire quel filo intrecciato di verità e di bellezza che percorre tutta la matematica. Sono tante le domande che accompagnano il visitatore a partire dalle semplici esperienze di matematica proposte dalla mostra. Che cosa ha motivato i matematici nel corso della storia? Quale metodo seguono nella ricerca del vero? Come mai la matematica è così efficace nel descrivere la realtà naturale? Perché l’infinito riemerge continuamente nel discorso matematico, e che ruolo ha? C’è ancora qualcosa da scoprire oggi, in matematica? L’astrazione è nemica del rapporto col reale, o può essere uno strumento potente di comprensione della realtà?

L’enfasi della mostra non sarà tanto su magie o effetti speciali (che pure non mancheranno!), quanto piuttosto sulla scoperta di come la matematica rivela in modo paradigmatico il modo con cui il cuore dell’uomo entra in rapporto con la realtà: c’è qualcosa in noi che ci permette di riconoscere una verità universale e oggettiva. Questo viaggio “al cuore della matematica” svelerà così aspetti propri della dinamica umana del conoscere in ogni suo aspetto.

A chi entra nella mostra è proposto un germe di esperienza della matematica, un piccolo seme di meraviglia e identificazione nella sua struttura di “mirabili teoremi, stringenti dimostrazioni, formidabili applicazioni” attraverso cui si palesa una bellezza ben connotata dalle parole del filosofo e matematico Pavel Florenskij:

“La bellezza non è una cosa nella quale si possa penetrare immediatamente. O meglio, e più precisamente, ci si può penetrare anche subito, ma dopo esserci rimasti accanto per un po’, e dopo che nell’animo i vari elementi assimilati progressivamente si sono composti insieme in maniera organica.”

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