2006 – “A che tante facelle?” La Via Lattea tra scienza, storia e arte

 

Milky Way IR Spitzer L’arco di luce della Via Lattea che attraversa il cielo è uno spettacolo che ha riempito di meraviglia tutte le generazioni umane, dalla preistoria fino ai giorni nostri. Le civiltà antiche di ogni parte del mondo, dagli Egizi ai Cinesi, dagli Aborigeni agli Incas, hanno costruito miti e leggende intorno a quella ineffabile nube celeste. E lungo la storia della nostra Europa numerosi poeti e pittori si sono ispirati alla sua luce vaga e argentea.
La scienza moderna ha svelato la natura fisica della Via Lattea, riconoscendo in essa il bagliore diffuso della Galassia nella quale siamo immersi: una struttura a spirale che contiene centinaia di miliardi di stelle, così vasta che un raggio di luce impiega mille secoli ad attraversarla. La scienza ci ha anche mostrato come la struttura, l’evoluzione, il movimento e la composizione della Via Lattea, così come la nostra posizione in essa, hanno un moto decisivo per la formazione e il mantenimento del nostro pianeta e, in ultima analisi, per la possibilità della nostra esistenza. Anche i fenomeni più violenti ed esotici della Via Lattea, come il grande buco nero centrale, le esplosioni di supernovae o l’alone di materia oscura che la circonda, in qualche modo hanno contribuito a dar luogo all’ambiente benigno in cui ci troviamo.
Ciò che anticamente appariva come una misteriosa scia luminosa oggi si rivela essere una struttura complessa, caratterizzata da un ordine e da una evoluzione che il progresso della scienza ci ha permesso, almeno in parte, di comprendere. Ma l’esito della conoscenza scientifica non è affatto quello di soffocare l’originale senso di mistero e di meraviglia, che la sensibilità degli antichi percepiva istintivamente e che il genio dell’artista esprime in modo immediato. Al contrario, la scienza ha amplificato a dismisura la nostra coscienza della vastità e della bellezza della Via Lattea, e ci ha rivelato che il suo nesso con la nostra esistenza è ben più profondo di quanto qualunque fantastica visione pre-scientifica avesse osato immaginare. “…A che tante facelle?”: la domanda di Leopardi, alla luce della scienza moderna, diventa quanto mai acuta, urgente e inevitabile.
Attraverso spettacolari immagini ad alta definizione della Via Lattea, recentemente ottenute con il Telescopio Spaziale Hubble e con i più grandi telescopi terrestri, la mostra introduce alla comprensione della Galassia come “la grande periferia” del nostro ambiente terrestre. Sono previsti anche filmati e vari ausili multimediali. Verranno quindi esposte riproduzioni di opere d’arte ispirate alla Via Lattea, nonché documenti storici (tra cui le prime osservazioni di Galileo) e strumenti originali che hanno via via svelato la natura fisica della nostra Galassia. Al centro della mostra sarà installato un planetario di 6m di diametro, che riprodurrà una vista della Via Lattea e del cielo stellato. Infine, sarà mostrato come la Via Lattea sia una delle innumerevoli galassie che popolano l’universo: anche la vastità della nostra galassia sembra ridursi a un punto quando viene vista nell’ambito dello spazio cosmico nel suo insieme.

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