2003 – Alle colonne d’Ercole. Gli estremi confini dell’impresa scientifica

 

Alle Colonne d'Ercole La scienza moderna ci consente di esplorare la realtà fisica in condizioni estremamente lontane da quelle della nostra normale esperienza. In queste condizioni, dove le capacità intellettuali e tecnologiche sono spinte all’estremo, la natura della conoscenza scientifica appare con particolare chiarezza.
Piccolo-Grande – I telescopi di nuova generazione osservano galassie e quasars distanti oltre 10 miliardi di anni luce; strumenti ultra-sensibili sondano regioni ancora più remote, ai limiti dell’universo osservabile, da dove ricevono la luce fossile di un cosmo nella sua prima infanzia. Sul fronte opposto, siamo in grado di comprendere con una profondità sorprendente ciò che accade nell’intimità della materia, scendendo fino all’interno delle singole particelle che compongono i nuclei atomici.

Freddo-Caldo – Ma la vastità della creazione non è solamente nella diversità delle sue dimensioni: vi sono confini remoti anche lungo altre coordinate. La fisica è in grado di descrivere con notevole precisione fenomeni che accadono a temperature (o energie) elevatissime, ben al di là di ogni possibile aggancio con la nostra esperienza diretta. Al tempo stesso, la tecnologia ci introduce nella situazione opposta, permettendoci di raggiungere temperature prossime allo “zero assoluto”, più basse di quelle mai raggiunte in natura, alle quali la materia svela a livello macroscopico il suo ineffabile carattere quantistico.

Vuoto-Pieno – Infine, oggi abbiamo familiarizzato con situazioni fisiche estreme anche dal punto di vista della densità dove, ancora una volta, si producono fenomeni ben diversi da quelli prevedibili a partire dall’esperienza quotidiana: dagli oggetti collassati (stelle di neutroni, buchi neri) nei quali lo spazio stesso si curva, al vuoto più spinto, il quale appare essere una realtà assai più ricca e vivace di quanto si possa immaginare.

La mostra conduce il visitatore ad affacciarsi ai confini della realtà fisica, alle estremità di questi tre assi, anche attraverso modelli e strumenti interattivi che illustrano i metodi e le tecnologie utilizzate per spingersi così lontano. Seguendo il percorso si rimane colpiti dall’inconcepibile possibilità “gratuitamente” data all’umana ragione di conoscere la realtà fisica fino a livelli tanto profondi: “La cosa più incomprensibile dell’universo è il fatto che esso sia comprensibile” (Einstein). Al tempo stesso, in questi suoi punti di frontiera, il reale presenta comportamenti che sfuggono completamente alla nostra immaginazione: emerge così con forza l’irriducibilità della realtà fisica alla nostra capacità di definizione e si manifestano alcuni limiti alla nostra conoscenza insiti nella natura stessa.

E la vita? Scopriremo che le realtà più complesse in natura, in particolare il livello biologico, si trovano nelle regioni intermedie di questi assi portanti. La complessità e la vita sorgono in un punto di “estremo equilibrio” dell’universo fisico.

Conoscenza e limite, conoscenza e mistero: la tensione tra questi due poli, sempre presenti insieme e simultaneamente, è al cuore del fascino della ricerca. Scrutando la realtà ai suoi estremi, appare più evidente qualcosa che caratterizza la realtà tutta: il mistero non è solo ciò che sta oltre il limite, ma è nella profondità di quello che è sotto i nostri occhi.