1999 – 1799: …e la corrente fu Duecento anni dalla pila di Volta

 

“Questa è la base fondamentale di tutte le invenzioni”: così Albert Einstein definì l’invenzione della pila, un evento di cui nel 1999 ricorre il bicentenario. Nell’illustrare la vita e le opere del grande scienziato comasco, Alessandro Volta, la mostra – realizzata nell’ambito delle celebrazioni voltiane promosse dal Comitato istituito dalla Regione Lombardia e da Telecom Italia – fa rivivere al visitatore le varie tappe che lo hanno condotto dalle prime osservazioni e riflessioni sulla natura dell’elettricità, alla realizzazione della pila, mettendo quindi in luce le enormi conseguenze derivate dalla scoperta al progresso tecnologico e alla nostra vita di tutti i giorni. Facendo riferimento ai testi dell’epoca, è raccontata l’appassionante vicenda che ha visto contrapposti Volta e Galvani sulla natura della corrente elettrica: dovuta a contatto tra metalli diversi o d’origine animale?

Il percorso della mostra è articolato in cinque sezioni: la vita di Volta; le esperienze e le ipotesi sull’elettricità precedenti a Volta; gli studi che hanno condotto lo scienziato comasco dalle prime esperienze alla realizzazione della pila e alle sue altre numerose, anche se meno note, invenzioni; la controversia con Galvani; l’eredità di Volta, cioè le grandi realizzazioni della tecnologia che hanno, via via, “elettrizzato” il mondo.
Arricchiscono la mostra alcune stazioni interattive in cui il visitatore potrà cimentarsi con le prime “macchine elettriche”, con la famosa “pistola” di Volta, con diversi effetti elettrici, con una centrale elettrica in miniatura. Infine, un aspetto che si è voluto particolarmente enfatizzare è la curiosità, la passione e lo stupore che non hanno mai abbandonato Volta nella sua lunga e feconda attività di ricerca. Come scrisse Giovanni Polvani, al termine della monografia dedicata allo scienziato comasco, “…la ricerca delle leggi naturali non legò la mente di lui alla materia, ma anzi gli rese più facile sentire la voce dell’Essere primo, immutabile, necessario, che potentemente lo chiamava a sé”.