a cura dell'Associazione Euresis
in collaborazione col Meeting
per l'Amicizia fra i Popoli
col patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura
realizzazione:
Muse Media SrL
Nel 1992 Giovanni Paolo II
ha condotto a una sintesi la storica disputa intorno al "caso Galileo",
che ha attraversato, con toni spesso accesi, la vita culturale e
scientifica degli ultimi quattro secoli. Il giudizio della Chiesa al
volgere del Millennio non farà certo cessare il dibattito intorno alle
complesse vicende storiche e ai nodi culturali legati alla figura e
all'opera di Galileo; ma forse ci mette oggi, per la prima volta, nelle
condizioni di ripercorrere in modo sereno e libero da pregiudizi le
straordinarie scoperte e le innovazioni metodologiche introdotte dal
grande scienziato pisano.
Le osservazioni di Galileo hanno
letteralmente aperto davanti ai nostri occhi un nuovo scenario del mondo
e con le sue opere si è delineato e precisato un modo di conoscenza del
reale, ristretto ma potente, come quello scientifico.
La mostra
mira a illustrare gli avvenimenti, le coincidenze storiche, le
intuizioni geniali, le relazioni umane, le motivazioni profonde di
Galileo a partire dalle osservazioni
astronomiche compiute tra il 1609 e il 1610, successivamente
racchiuse nel volumetto Sidereus
Nuncius, pubblicato nel 1610.
L'intento è di produrre nel
visitatore una immedesimazione
con ciò che Galileo ha effettivamente visto nelle sue prime
osservazioni, con le sue reazioni e con quelle di chi lo circondava
(tenendo conto delle conoscenze astronomiche e delle concezioni
cosmologiche dell'epoca). Con la prospettiva di comprendere meglio gli sviluppi che ne
sono seguiti e le conseguenze che ne hanno tratto Galileo e gli altri
protagonisti.
Ci si chiederà quindi:
- Che cosa ha visto veramente Galileo nel suo cannocchiale?
- Su quali argomentazioni Galileo ha fondato le sue tesi
astronomiche?
- Qual è stata l'importanza per le tesi di Galileo di chi lo ha
preceduto?
- Come Galileo ha sviluppato e gestito i risultati scientifici
conseguiti?
Quest'ultima domanda porterà a gettare uno sguardo
sull'intera vicenda, fissando l'attenzione in particolare su:
- La
personalità di Galileo: genialità e arroganza
- Ambiguità e
distinzione dei metodi: Galileo scienziato e teologo
- Le
relazioni personali dell'uomo Galileo (il rapporto con Benedetto
Castelli, con la figlia Suor Maria Celeste, ecc.).
Non si punta
alla riesumazione "archeologica" di un avvenimento del passato quanto
alla individuazione di spunti di giudizio rilevanti anche nel contesto
scientifico attuale. Attraverso le luci e ombre della vicenda di
Galileo, si intende far emergere la grandezza e le valenze umane
dell'impresa scientifica e al tempo stesso il rischio ideologico, sempre
in agguato e drammaticamente presente nella scienza contemporanea.
La
mostra si propone pertanto di
aprire
degli squarci per approfondire:
- similitudini e differenze
tra la situazione di Galileo e quella di uno scienziato moderno che si
spinge verso l'ignoto;
- il "miracolo" della corrispondenza tra
matematica e strutture fisiche: "Dio ha scritto il libro della natura
nella forma del linguaggio matematico";
- il rischio della
presunzione (allora e oggi) dello scienziato e della scienza.