Note su discipline & laboratorio

di Mario Gargantini

- La componente sperimentale è UNA componente delle discipline scientifiche: isolare l’attività sperimentale, staccandola dal legame organico col resto della disciplina, significa NON rispettare lo statuto epistemologico della disciplina e quindi NON fornire agli studenti gli strumenti per comprendere la natura stessa della disciplina (e quindi per esercitarla, in futuro, adeguatamente e creativamente).
- Proprio per questa sua intrinsecità alla disciplina, l’attività sperimentale ha fisionomia e modalità di esercizio SPECIFICHE (“fare un esperimento di fisica” è un’esperienza ben precisa, complessa, con sue regole e procedure …): confondere la “sperimentazione scientifica” con una generica “attività di laboratorio” significa generare nello studente confusione e appiattimento culturale.
È un’ulteriore conseguenza dell’approccio dominante basato su una uniformità conoscitiva e permeato da una visione del reale riduttiva e minimalista.
- I presupposti culturali che improntavano il precedente progetto NON sono rimossi nelle nuove proposte (anche perché ormai sono entrati nella (sotto)cultura implicita e nell’immaginario collettivo dell’insegnante quadratico medio …); in particolare:
- l’illusione del costruttivismo (anche il docente più costruttivista o il software più neutrale, in realtà “pilotano” gli studenti);
- il pensiero debole e la tendenza all’omogeneizzazione culturale;
- il dualismo tra sapere e saper fare.
- La critica all’insegnamento basato sui limiti della lezione “frontale” è LEGITTIMA ma la reazione non può essere una semplicistica e meccanica “sperimentalizzazione” di tutta la didattica. Così si sbaglia doppiamente perché:
- la radice giusta della critica alla lezione frontale è la passività e il non coinvolgimento del discente, ma il problema non è la lezione frontale in sé, come forma comunicativa: chi l’ha detto che ascoltare sia un’operazione passiva e non coinvolgente la persona? Il problema è “chi” comunica, “perché, in forza di che cosa” lo fa, cosa c’entra ciò che comunica (da Leopardi ai quark) con la sua persona….;
- non viene resa giustizia neppure alla dimensione sperimentale, perché così la si riduce a pura manualità e operatività. Non si riconosce (e non si trasmette) il fatto che c’è tanta “teoria” nella “pratica” e viceversa; il “fare” non è una sospensione del “ragionare” …
- Dietro lo sperimentalismo si nota anche una concezione povera e riduttiva della TECNOLOGIA: è assente (ma non è solo nella scuola) ogni riconoscimento della dimensione culturale della tecnica, della sua non automatica derivazione dalla scienza e quindi, ancora una volta, della specificità del “fare tecnologico”.
Manca quindi una consapevolezza della particolare portata educativa della tecnologia e della valenza non solo professionalizzante del suo insegnamento.
Ma anche a livello professionalizzante (cfr. Ist TECNICI e PROFESSIONALI) è carente una considerazione adeguata di cosa è la tecnologia oggi, cosa è richiesto ai tecnici di domani (come si formano le qualità più richieste oggi dalle imprese hi-tech: apertura, creatività, flessibilità, capacità di apprendere…?)
- Un’osservazione sintetica sull’INFORMATICA. Si tratta di rispondere chiaramente alla domanda: cosa vogliamo ottenere con l’inserimento massiccio dell’informatica? (il come, cosa fare e cosa non fare, deriva dalla risposta).
a) che lo studente acquisti le capacità operative per essere in grado di manipolare i computer;
b) che lo studente si renda conto pienamente di un NUOVO LINGUAGGIO, dei suoi strumenti, della sua potenzialità conoscitiva, delle sue ambivalenze.
Se la risposta è b), l’accento NON sarà posto sulle tecniche di programmazione, sull’addestramento all’uso dei software (i vari corsi di Word o di Internet…), sul “laboratorio di informatica”
MA
- saranno coinvolti in primis i docenti …
- … di tutte le discipline
- … chiamati a integrare creativamente e criticamente gli strumenti informatici nel normale lavoro educativo e didattico (questo implica anche cambiamenti strutturali nelle scuole …)
- … che dovranno aver accesso a strumenti e occasioni di riflessione, confronto e documentazione per verificare continuamente l’EFFICACIA EDUCATIVA e i limiti (nessuna tecnologia ne è priva) delle metodologie utilizzate e delle sperimentazioni attuate (non basta regalare a tutti il portatile …).