L’urgenza di
riqualificare l’insegnamento scientifico a tutti i livelli della scuola
italiana
Mentre la scienza tiene banco sulle piazze e nei teatri di molte città italiane (da Bergamo ad Ascoli Piceno, a Genova) nelle nostre scuole non si può dire che vibri lo stesso entusiasmo e che vengano raccolti gli stessi consensi. La questione non riguarda solo gli insegnanti delle discipline scientifiche: il problema infatti non è puramente specialistico e la sua soluzione non può dipendere semplicemente dall’aggiustamento dei programmi e neppure da qualche isolata iniziativa di sperimentazione. Richiede invece una più profonda considerazione della portata educativa dell’insegnamento scientifico, unitamente a una riflessione sull’immagine corrente di scienza e a una più generale valutazione delle possibilità della scuola italiana di offrire ai giovani percorsi formativi qualificati e coerenti. E proprio in questa triplice prospettiva si snoda il numero di Emmeciquadro attualmente in distribuzione, che ospita uno speciale dal titolo «Quale scienza per quale scuola»
Tocca a un chimico teorico come Giuseppe Del Re
smascherare l’illusione di tanta didattica proiettata sulle ultime novità della
ricerca ma incapace di mettere in primo piano il bisogno formativo dei giovani. Il che può esigere di
riconsiderare le priorità nello sviluppo dei programmi e nella stessa
organizzazione delle discipline (un compito urgente quindi per chi sta varando
la riforma dei Licei). Richiede anche una riflessione sull’evoluzione del
pensiero scientifico; come quella proposta da Paolo Musso che segnala i
rischi di una deriva antirealista nella filosofia della scienza che potrebbe
avere pesanti conseguenze sul piano pedagogico. E proprio a questo livello si
inserisce il contributo di Carlo Fedeli che delinea un
insegnamento con una «profondità di campo» in grado di proporre allo studente
l’esperienza di un apprendimento pieno di significato e di gusto.
Una serie di contributi dal vivo dell’esperienza
didattica in tutti i livelli scolastici, mostra la praticabilità dei criteri sopra indicati che possono anche tradursi
in veri e propri successi: come quello raccontato da un docente di matematica e
fisica di un liceo milanese e da tre suoi studenti vincitori del premio per il miglior lavoro di matematica al
Concorso Fast «I giovani e la scienza 2005».
Tra i contributi più strettamente scientifici su un tema di grande attualità, va segnalato quello di Sergio Pizzini, chimico-fisico dell’università di Milano Bicocca, che analizza le potenzialità e i limiti della conversione fotovoltaica per la produzione di energia.
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