Ci può spiegare brevemente le implicazioni cosmologiche delle sue osservazioni sui redshift e in particolare se davvero gettano qualche dubbio sulla teoria del Big Bang e perché?
Per cominciare, penso che le osservazioni sui redshift contraddicano la teoria del Big Bang. Per questa teoria infatti il punto centrale è che l'universo è in espansione e quindi i redshift delle galassie sono conseguenza della loro velocità, mentre le osservazioni dicono che essi non rappresentano velocità. Quindi questa è, in un certo senso, una prova diretta che l'universo non è in espansione.
Veniamo alle implicazioni cosmologiche. Prima di tutto: in realtà non conosciamo molto dell'universo, c'è molto che ancora non conosciamo. Sappiamo che qualcosa è esploso e qualcosa si è aggregato; ci sono galassie che hanno quindici miliardi di anni, altre che sono più vecchie e altre molto più giovani; le più giovani sembrano di meno e le più vecchie di più.
Questo mi sembra importante: si vede il ciclo di vita e morte di nuove galassie, di nuova materia, un ciclo di cui naturalmente fa parte anche l'essere umano. Il modo in cui l'universo funziona è molto simile al modo in cui funziona il mondo biologico: prende la materia, la riforma, cresce qualcosa, si moltiplica e poi ricresce, in un ciclo di nascita e di rinascita.
Non c'è quindi un inizio dell'universo?
Non in questa teoria. Quello che sto dicendo, in definitiva, è che noi non sappiamo quanto vecchio è l'Universo e quanto è grande: forse va avanti da sempre e per sempre, e forse no, ma il Big Bang non è possibile.
Probabilmente sono nel vero dicendo che l'Universo esiste per sempre, ma muta in continuazione. Ogni volta che esso forma nuove galassie diventa un poco diverso, come gli esseri umani: essi nascono, nuove generazioni nascono come le vecchie, ma lievemente differenti. C'è quindi un cambiamento, ma noi non abbiamo a disposizione una scala temporale sufficientemente lunga per vedere questi cambiamenti e di quale natura essi siano.
Quale relazione c'è tra le sue osservazioni e le evidenze sperimentali, come la radiazione cosmica di fondo (CMB), su cui si basa la teoria del Big Bang?
Secondo la teoria del Big Bang, la radiazione di fondo deve formarsi, durante l'esplosione, in un momento molto particolare, quello in cui la radiazione si è separata dalla materia e in cui si sono formate anche le galassie. Così, essa deve essere emessa da un guscio molto sottile; sono necessarie condizioni molto particolari che io ritengo molto improbabili.
In un universo non in espansione, invece, la radiazione non è diffusa tutt'intorno, ma è qualcosa che si può integrare fino a grandi distanze, così da renderlo uniforme. La caratteristica più sorprendente della radiazione di fondo è proprio la sua isotropia: essa è uniforme entro una parte su 100 milioni. Come si può ottenere quella uniformità incredibile da un guscio molto sottile? Inoltre si sono formate le galassie, quindi dovrebbe essere visibile l'innesco di queste galassie.
Se le galassie non sono in espansione, quella che si osserva è la temperatura del mezzo intergalattico: in un modello non in espansione il mezzo intergalattico deve avere una certa temperatura, ed è proprio quella che osserviamo. Infatti si sa da molto tempo che, se si prende la radiazione emessa dalle galassie e se ne fa una media statistica si ottiene la CMB: niente a che vedere con un'esplosione. Penso quindi che in un universo non in espansione sia semplice giustificare l'esistenza della radiazione di fondo .
Qual è il suo rapporto con la comunità scientifica internazionale; in particolare cosa pensano di queste sue idee i cosmologi?
La cosmologia e la scienza in generale sono internazionali: le persone impegnate nella ricerca in tutto il mondo si conoscono tra di loro. Non c'è una divisione geografica, ma nei paesi più ricchi c'è una competizione molto forte e spesso una élite accademica difende i punti di vista convenzionali. C'è quindi forte contrasto tra chi cerca di promuovere nuove idee e nuove osservazioni e chi cerca di mantenere le vecchie, spesso dicendo che altre proposte o ragioni sono scorrette.
La maggior parte degli astronomi probabilmente non accetta le mie idee e non crede ad esse; alcuni di essi sono molto preoccupati e cercano di eliminarle; altri dicono: ognuno ha le sue idee. Ci sono anche astronomi che accettano le mie idee, ma è più forte la tendenza a difendere le proprie idee sopprimendo l'evidenza, come si può constatare leggendo il mio libro Seeing Red.
Il modello del Big Bang è in grado di spiegare molti fatti e non riesce a spiegare solo le sue osservazioni; come può quindi sostenere che il Big Bang non è corretto?
La gente che crede al Big Bang dice: le nostre osservazioni spiegano tutto. Ma ci sono molti aspetti importanti, che la teoria del Big Bang non spiega.
Invece, la soluzione più generale proposta nella mia ipotesi spiega tutto quello che il Big Bang spiega, ma molto meglio, e inoltre molti più dati osservativi.
Per esempio, la teoria del Big Bang si basa sulla teoria della relatività generale. La relatività spiega i fatti dicendo che lo spazio è curvo; ma se lo spazio è il più puro essere vuoto, come si fa a deformarlo? Nel mio modello lo spazio non è curvo, è piatto.
Un altro esempio è la materia oscura; trovando che le curve di rotazione delle galassie non obbedivano a ciò che si aspettava, per ritrovare l'accordo fra dati sperimentali e teoria si è inventata la materia oscura. Ma non è mai stata rivelata! E sono decenni che si sta cercando una conferma della sua reale esistenza, senza esserci andati neppure vicino: chiaramente lì non c'è.
O ancora, si prenda la relazione di Hubble, che è considerata uno dei capisaldi del Big Bang. Dopo molte osservazioni si è trovato che questa relazione non è lineare; inoltre, se si considera la relazione di Hubble per le galassie, si vede che alcune classi di galassie la seguono, mentre un piccolo gruppo non la segue, per esempio le galassie Seyfert, per cui il rapporto velocità - distanza ha un valore completamente diverso che non può essere spiegato. Per cercare di spiegarlo i cosmologi dicono semplicemente: queste galassie hanno una luminosità più alta.
Nella teoria del Big Bang c'è sempre una spiegazione del perché i punti sperimentali non stanno sulle curve teoriche!
Le recenti osservazioni di supernove sono in contraddizione di un buon 20% con le previsioni del Big Bang. Per spiegarle, i cosmologi sono costretti a reintrodurre la costante cosmologica di cui lo stesso Einstein (il primo a introdurla) negò l'esistenza. Così, ogni volta che un'osservazione è in contraddizione con le previsioni si introduce semplicemente un altro parametro per spiegarla!
Noi invece diciamo: possiamo spiegare tutte le osservazioni che il Big Bang spiega, anche meglio, più semplicemente e in modo più logico, e anche le osservazioni che il Big Bang non può spiegare e che gli scienziati del Big Bang non vogliono ammettere.
È una questione di buon senso: io non proporrò mai una teoria o un'interpretazione contraddetta da qualche osservazione!